Obama e Trump: l’uno il negativo dell’altro, anche nella retorica politica

Barack Obama e Donald Trump: non solo due rappresentanti di partiti opposti, ma soprattutto due individui che appaiono l’uno il negativo dell’altro. Tanto che l’attuale presidente sembra aver modellato la sua avventura politica proprio in radicale antitesi a quella del suo predecessore. E questa diversità traspare anche nelle scelte retoriche dei due uomini politici. Se Obama ha basato il suo successo su una ottima capacità oratoria, che lo riallaccia direttamente alla grande tradizione oratoria americana, Trump ha impostato fin dalla campagna elettorale il suo brand su una totale rottura con il passato. Il suo discorso è involuto e frammentato, e alle frasi argomentative e ai periodi lunghi si sostituisce la ripetizione di punch-line: frasi o concetti brevi che hanno l’obiettivo di restare facilmente impressi nella mente del pubblico (e nei titoli dei giornali).

Giovanni Collot, “Dal ‘preacher in chief’ al ‘twitter in chief’: la retorica politica da Obama a Trump” (Aspenia) – Leggi l’articolo

 

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