“Vi prometto sangue, fatica, sudore e lacrime”. Tranquilli: non si tratta del nuovo premier italiano ma di Winston Churchill, il 13 maggio 1940

Il discorso di Winston Churchill del 13 maggio 1940 sarebbe dovuto essere semplicemente un discorso di insediamento alla carica di Primo Ministro; però, dato il contingente momento storico, divenne il primo discorso di approccio al conflitto da parte del politico britannico, nonché un discorso assai celebre per la potenza espressiva e l’abilità retorica.
Questo duplice scopo viene evidenziato fin dalle primissime battute: “This House welcomes this formation of a government representing the united and inflexible resolve of the nation to prosecute this war with Germany to a victorious conclusion” (“Questa Camera accoglie la formazione di un governo che rappresenti l’unità e l’inflessibile proposto della nazione di proseguire la Guerra contro la Germania fino a una conclusione vittoriosa“).
Churchill, nella prima parte del discorso pronunciato alla Camera, ribadisce l’importanza di un’unione stabile della nazione, basata sul rispetto della struttura democratica e costituzionale (sono moltissimi, infatti, i richiami fatti ai ruoli istituzionali).
Poi, con voce ferma e perentoria, viene tracciato un breve quadro della situazione di guerra e, parafrasando le parole del suo idolo Giuseppe Garibaldi, Churchill afferma: “I have nothing to offer but blood, toil, tears and sweat” (“Non ho nulla da offrirvi se non sangue, fatica, lacrime e sudore“).
La situazione che Churchill prospetta al parlamento è di una lunga ed estenuante guerra, una guerra da combattere contro una “monstrous Tyranny“(una “Tirannia mostruosa“) con “all the strength that God can give us” (con “tutta la forza che Dio ci può dare“) (Churchill racchiude quindi la Germania all’interno del confine semantico della Tirannia),
La frase che Churchill esprime con un notevole stress vocale è una delle frasi più celebri del politico britannico. Avanzando la domanda retorica “what is our aim?” (“[mi chiedete] qual è il nostro obiettivo?“), risponde con una sola parola: la Vittoria – “Victory at all costs, Victory in spite of all terror, Victory however long and hard the road may be. For without Victory, there is no Survival” (“Vittoria ad ogni costo, Vittoria nonostante tutto il terrore, Vittoria per quanto lunga e ardua la strada possa essere. Perché senza Vittoria non ci sarà Sopravvivenza“).
Quindi, il discorso di Churchill si conclude con la ripetizione in anafora dell’espressione “no Survival” (“nessuna Sopravvivenza“), che viene rimarcata per permettere al suo uditorio di comprendere quanto importante sia la minaccia che la Germania rappresenta per la libertà del popolo britannico.

 

Per approfondimenti:

Flavia Trupia, “La retorica concreta di Churchill nel discorso su Dunkerque” (Huffington Post)- Leggi l’articolo

Emiliano Morreale, “Come vincere la guerra usando l’arte della parola” (Repubblica) – Leggi l’articolo

Winston Churchill, testo (italiano) del discorso del 13 maggio 1940 e altre risorse audio (Perlaretorica) – Leggi il pdf

Winston Churchill, testo (inglese) del discorso del 13 maggio 1940 e altre risorse audio (Perlaretorica) – Leggi il pdf

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