L’allegoria

Ad esempio: che Pasqua sarebbe senza uova? Allegoria di vita e rinascita già molto tempo prima di essere adottato dalla simbologia cristiana, l’uovo vanta una lunga storia di significati, tradizioni e gesti rituali presso numerosi popoli.

Ma cos’è l’allegoria? È una figura retorica consistente nella costruzione di un discorso in cui i significati letterali dei singoli termini passano in secondo luogo rispetto al significato simbolico dell’insieme, che generalmente rinvia a un ordine di valori metafisici, filosofici e morali.

Si pensi alla “selva oscura” di Dante Alighieri (nel I canto della Divina Commedia) che diviene l’allegoria del peccato.

Ma l’allegoria oltre che in letteratura è una figura molto utilizzata anche in altri contesti, sia linguistici che visivi.

In pittura, si pensi a “La Calunnia” del Botticelli:

Sandro Botticelli, La Calunnia, 1496, Uffizi, Firenze

Re Mida, riconoscibile per le orecchie d’asino, è l’icona del giudice cattivo; le due donne che gli stanno sussurrando all’orecchio sono il simbolo e prosopopea di Ignoranza e Sospetto. L’uomo con un cappuccio nero davanti al re, è il simbolo del livore, cioè il  rancore, che trattiene per il braccio una ragazza, simbolo della Calunnia. Le due ragazze che stanno acconciando i capelli alla Calunnia sono simbolo e prosopopea di Insidia e Frode. Calunnia sta trascinando per i capelli l’icona  del Calunniato, il quale, con le mani giunte, sembra chiedere clemenza.

Tutta la composizione è allegoria della mancanza di giustizia nel mondo.

Nella pubblicità valga per tutti l’immagine di copertina del post: allegoria dei danni che il fumo può provocare durante la gravidanza al nascituro.

Ma anche la nota pubblicità dell’Activia ( “La tua pancia sorride”), la marca Danone dedicata agli yogurt probiotici, rappresenta un esempio adeguato:

Si tratta di una allegoria della condizione di serenità dell’intestino quando si consuma lo yogurt pubblicizzato.

E ancora:

dove si vuole evocare l’Uomo vitruviano di Leonardo.

Anche nel cinema è frequente il ricorso alla allegoria. In particolare, il mondo del fantasy si differenzia da quello strettamente fantascientifico proprio per il suo costante ricorso al mito, all’archetipo, al simbolo e all’allegoria.

Molto interessante è l’opera di Stanley Kubrick, sulla cui opera molti critici e studiosi si sono lungamente interrogati, evidenziando l’utilizzo potente di metafore e allegorie (in particolare in Shining e in Eyes Wide Shut).

L’allegoria è da tenere distinta da altre figure retoriche. In particolare, dalla similitudine: quest’ultima è infatti la figura che mira a chiarire (logicamente o fantasticamente) il concetto, presentandolo in parallelismo con un altro. Ma non sempre la similitudine è svolta per disteso (es. fu trattato come un cane). Se ancor più concentrata, la similitudine si riduce a una metafora; mentre, se ampliata, dà appunto luogo all’allegoria.