“Mio avaro amore amaro”

La citazione del titolo è un verso di Sanguineti ed è una combinazione di parole che hanno fra loro variazioni minime di suoni, ma notevoli differenze di significato.

Si tratta del procedimento retorico della paronomasia. Sussiste fra espressioni presenti in un testo, oppure perché una ne richiama implicitamente un’altra al posto della quale viene usata. E in quest’ultimo caso si tratta di una deformazione della parola che ci si aspetterebbe in quel contesto:

L’inverno è lastricato di buone intenzioni (Flaiano, 1988)

Esempi di paronomasie tra parole presenti in un testo:

Chi non risica non rosica

Prender fischi per fiaschi

Dalle stelle alle stalle

Chi dice donna dice danno

I linguisti hanno poi denominato tecnicamente “attrazione paronimica” un fenomeno di etimologia popolare per cui si dà lo stesso senso o un senso equivalente a parole che si rassomigliano solo per la forma. Spesso tali errori si stabilizzano ed entrano a far parte del lessico di una lingua. Ad esempio, malinconia è un’alterazione di melanconia, per attrazione di male, mentre melanconia è la “bile nera”.

Così l’acqua di vite è diventata acquavite per essere stata collegata a vite.

Ma ancor più innumerevoli paronomasie (o giochi paronimici) possono essere frutto di invenzione estemporanea individuale e divenire veicoli di comicità, satira, umorismo paradossale o demenziale, come quelli che Flaiano annotava:

Saluti dalle pernici del Monte Bianco

Si sono tutti alcolizzati contro di me

Le zucchine mi piacciono trafelate

Ha un completo di inferiorità