Pubblicità e retorica

Un bel libro, di Annalisa Cattani, propone un’applicazione della retorica alla pubblicità come analisi delle strategie che mirano alla persuasione, percorrendo le tappe di ideazione, disposizione, espressione e messa in scena del messaggio pubblicitario. In sostanza, una moderna teoria dell’argomentazione che riprende lo schema della tradizione aristotelica alla luce delle teorie contemporanee.

Ciò permette di tracciare un percorso utile per chi si accinge a creare, per coloro che vogliono avere strumenti di analisi interpretativa e anche per tutti quelli che desiderano semplicemente acquisire una maggiore conoscenza dei modi in cui la pubblicità ci invita, affascina, attira, convince, innervosisce, meraviglia, in breve, del modo in cui entra nella nostra vita.

La pubblicità si rivela essere specchio e matrice della società, inaugura concetti di femminilità e mascolinità, allarga la visione della famiglia, modificando la percezione dei valori. Essa è una fucina continua che utilizza la cultura alta a scopo ludico, ricicla se stessa in favore di un effetto di memoria, osando perfino citare la morte come stimolo persuasivo che inciti all’acquisto.

L’evoluzione del linguaggio pubblicitario tende sempre più ad acrobazie di senso e a ironiche interpretazioni, con un ampio utilizzo di figure retoriche, rivelando un consumatore che non vuole solo essere informato, ma soprattutto divertito.

Dopo lunghi anni di oblio, precisa l’Autrice, la retorica è tornata in auge come moderna teoria della comunicazione in linea con la tradizione aristotelica. Applicata alla pubblicità, essa evidenzia come la creatività non sia innata bensì frutto di un metodo che utilizza strategie inaspettate e sorprendenti.

Da leggere.

Annalisa Cattani, Pubblicità e retorica. Meccanismi argomentativi della persuasione, Lupetti, Milano, 2013