Chi vuol essere milionario?

Ebbene sì: conoscere la retorica può aiutare. Ma in questo specifico caso di un aiutino avrebbero bisogno gli autori del programma…

La domanda è sbagliata, non sono metafore, ma similitudini” così Alessandro Limaroli ha bacchettato gli autori di “Chi vuol essere milionario?” durante la prima puntata del game show di Canale 5, condotto da Gerry Scotti, segnalando un errore nella domanda da 30.000 euro. Gli autori avevano chiesto “Quale di queste metafore animalesche non trae propriamente origine dal nome di un animale?”. Le quattro risposte erano: “cieco come una talpa; piangere come un vitello; sano come un pesce e testardo come un mulo”.

Il concorrente ha cominciato a ragionare a voce alta fino ad accorgersi di un possibile errore e ha fatto notare che le opzioni non erano metafore, ma similitudini. Gerry Scotti ha glissato e alla fine il concorrente ha dato la risposta esatta (“piangere come un vitello”), poi i suoi sogni di gloria si sono infranti sul quesito da 70.000 euro. Tuttavia è tornato a casa con 20.000 euro.

L’appunto del concorrente era parzialmente corretto.

Il confronto, in ambito retorico, è attuato attraverso l’utilizzo del paragone (che in greco significa ‘aguzzo, affilo’), che accosta due o più oggetti sulla base di una qualità comune ad entrambi. Ad esempio:

“muto come un pesce”

È una figura d’analogia (come la metafora, che è un’analogia condensata) e comprende due figure ben distinte, la comparazione e la similitudine.

Nella comparazione il confronto tra due oggetti è reversibile, cioè i due termini possono scambiarsi i ruoli senza conseguenze inaccettabili dal punto di vista grammaticale, semantico o logico. Ad esempio:

“L’albero era alto come la casa” “La casa era alta come l’albero”

Nella similitudine il confronto tra due oggetti è irreversibile, cioè i due termini non possono scambiarsi i ruoli senza conseguenze inaccettabili dal punto di vista grammaticale, semantico o logico. Ad esempio l’espressione

“Questo rimorso pesa come un macigno”

non è reversibile in

“Questo macigno pesa come un rimorso”

che è dunque espressione non accettabile dal punto di vista logico.

Parlare, nel caso di Chi vuol essere milionario, di metafora non è corretto. Una definizione canonica inquadra la metafora come sostituzione di una parola con un’altra il cui senso letterale ha una qualche somiglianza col senso letterale della parola sostituita. Ad esempio:

“Tizio è un leone”

ovvero ha un coraggio da leone.

Insomma, il concorrente aveva in parte ragione. Gli autori devo invece tornare a settembre…