Chi si fa pecora il lupo se lo mangia

Tranquilli: il titolo del post è solo un esempio di anacoluto.

L’anacoluto (dal greco ‘senza séguito’) consiste in una mancanza di sostegno all’elemento col quale si comincia una frase; che rimane sospesa ma anche evidenziata. L’esempio classico è rappresentato dai proverbi: “Chi si fa pecora il lupo se lo mangia”“Mangia che ti fa bene”. È dunque tipico del parlare, anzi di uno stile colloquiale. Se non frutto di banale errore, rappresenta una voluta e ricercata rottura della regolarità sintattica, attraverso il quale si vuole di solito isolare il tema (il soggetto logico), dandovi preminenza (c.d. tema sospeso).

Diverso è invece il caso della dislocazione, un tipo di costruzione nella quale l’oggetto o un complemento indiretto (ma anche altri) non occupano le posizioni normalmente previste dalla struttura e risultano spostati in posizione ‘non canonica’, realizzando una focalizzazione. A seconda del tipo di spostamento, si hanno così la dislocazione a sinistra e la dislocazione a destra: “Luigi, lo vedrai domani?”“Lo vedrai domani, Luigi?”“Di stare da solo, ne ho proprio bisogno”“Ne ho proprio bisogno, di stare da solo”. Sul piano della struttura tematica, la dislocazione a sinistra stabilisce ed evidenzia il tema, dando l’impressione che l’elemento dislocato si riferisca a qualcosa di già noto; mentre la dislocazione a destra rimarca un concetto già espresso.

Pertanto, la differenza tra anacoluto a tema sospeso e dislocazione a sinistra è evidente: l’anacoluto non è accompagnato dagli indicatori della sua funzione sintattica (cioè da eventuali preposizioni) – “di Luigi, [ne] parlano sempre male” – e viene quindi obbligatoriamente ripreso (prevalentemente con un pronome) – “Luigi, ne parlano sempre male”“Luigi, parlano sempre male di lui”“Luigi, parlano sempre male di quel ragazzo”.

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