Quando la satira c’era davvero

Facciamo anzitutto chiarezza: ironia, sarcasmo, satira sono cose molto diverse. L’ironia è una figura retorica basata sulla simulazione (fingo palesemente di dire qualcosa, perché sia chiaro che sto dicendo altro); il sarcasmo è il braccio violento dell’ironia, perché consiste nella vera e propria derisione spesso unita al disprezzo, e tende solo a colpire e ferire. Invece la satira consiste nell’uso dell’umorismo in genere, ma anche dell’ironia e del sarcasmo, o della sola esagerazione, per esporre o criticare un’idea, un contesto, un’istituzione, una persona.

La satira è originariamente un vero e proprio genere della letteratura latina; oggi, più estensivamente, indica appunto l’attività di chi rappresenta o descrive – attraverso la parola ma anche il disegno – persone, situazioni, difetti, ecc. in modo da rilevarne, spesso in modo caricaturale, gli aspetti negativi.

“Il Male” è stata una delle più importanti riviste satiriche italiane. In breve tempo, grazie alle iniziative e ai contenuti innovativi, divenne un vero e proprio fenomeno di costume raggiungendo le 140 000 copie di venduto fra il 1978 e il 1979 con i famosi falsi dei maggiori quotidiani, fino a cessare però le pubblicazioni dopo soli 4 anni, nel 1982.

Oggi, grazie ad una donazione, la raccolta quasi completa di quei preziosi numeri della rivista è finita presso Astrolabio, la biblioteca di Vigevano specializzata nel prestito e nella libera consultazione di testi usati. Chiunque può quindi prendere visione di una delle forme di satira più celebri nella storia del costume.

Ad esempio, nel 1978 la rivista pubblicò diverse false prime pagine di quotidiani nazionali che davano un notizia bomba: “I capi delle Brigate Rosse sono Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi”. Ecco dunque la copertina che riproduceva i caratteri di Paese Sera: “Arrestato Ugo Tognazzi – È IL CAPO DELLE BR – Anche Vianello nella direzione strategica: cinquecento carabinieri gli danno la caccia. Finto lo scioglimento della coppia ai tempi di “Un due tre”. Da dietro le quinte dirigevano il movimento eversivo. Ampia retata negli ambienti dei comici. Le congratulazioni di Pertini.” (Paese Sera)

Ma quella di Paese Sera non fu la sola falsa prima pagina ad essere riprodotta:

“Da questo preciso momento c’è poco da ridere – TOGNAZZI È IL CERVELLO BR – Il demenziale attore arrestato all’alba nella sua villa di Velletri. Riserbo assoluto della Magistratura. Lo svenimento di Grassi. Quello di Berlinguer. Dalla Chiesa ingessato guida le operazioni.” (Il Giorno)

“Schiaccianti prove lo indicano come il cervello delle B.R. – CLAMOROSO ARRESTO DI UGO TOGNAZZI” (La Stampa)

Oggi, con Internet e il problema delle ‘vere’ fake news, tutto questo non sarebbe certo possibile. Così, la satira di allora ci sembra davvero lontana; e tutto forse anche un po’ malinconico.

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