Incredibile!

Oggi parliamo di CLICKBAIT. Purtroppo si tratta di uno dei modi più perversi di fare presunta informazione e, di fatto, soldi. E dobbiamo assolutamente conoscerlo (ovviamente, per tenerci alla larga).

CLICKBAIT (o ‘acchiappaclick’) è un termine che indica un contenuto web la cui principale funzione è di attirare il maggior numero possibile di internauti, per generare rendite pubblicitarie online. Solitamente viene realizzato attraverso l’uso di titoli accattivanti e sensazionalisti che incitano l’utente a cliccare, facendo leva sull’aspetto emozionale di chi vi accede; molto spesso, promuovendo pseudo-informazione o addirittura fake news. Il suo obiettivo è quello di attirare chi apre questi link per incoraggiarli a condividerne il contenuto per aumentarne la diffusione, tramite condivisione sui vari social network, aumentandone quindi in maniera esponenziale i proventi pubblicitari.

E, guardate un po’, purtroppo sfrutta anche strumenti tipici della retorica: ad esempio, stimola la curiosità attraverso l’iperbole (incolpevole figura retorica), puntando talvolta anche alla paura. Ecco qualche esempio (altre su bufale.net):

“È incredibile cosa è capitato a quest’uomo!”

“Non immaginerai mai cosa ha fatto questa donna!”

“Ecco il video che ha commosso il web!”

“Incredibile! ecco cosa è stato scoperto!”

Per raggiungere l’obiettivo, il linguaggio del titolo “acchiappaclick” deve  incuriosire il lettore, fornendo un contenuto vago e ambiguo. In questo modo è facilitato il clic per approfondire o integrare l’informazione che però conduce alla delusione, in quanto l’articolo racconta quasi sempre altro.

Insomma, è l’inganno del XXI secolo. Forse anche un po’ banale, ma da conoscere. E forse a scuola, oltre del Manzoni, occorre parlare anche di questo.

Una prima indicazione da fornire? Dubita, non credere!

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