Il Superenalotto, 300 milioni e la statistica (che non c’entra niente)

Pensate di vincere al Superenalotto guardando le statistiche dei numeri usciti o non usciti? Lasciate perdere.

La fallacia dello scommettitore è un errore logico che riguarda l’errata convinzione che eventi occorsi nel passato influiscano su eventi futuri nell’ambito di attività governate dal caso, quali ad esempio molti giochi d’azzardo.

I nostri errori di valutazione si basano su tutta una serie di idee condivise ma empiricamente indimostrabili che abbiamo sul caso: ad esempio che alla roulette, dopo una serie di neri, sia più probabile che esca rosso invece che ancora nero. Questo fenomeno è anche conosciuto come “fallacia di Monte Carlo” perché nel 1913 nel Casinò di Monte Carlo nella roulette francese accadde un avvenimento unico (almeno fino ad oggi): la pallina finì su un numero di colore nero per 26 volte di seguito.

La fallacia dello scommettitore, tuttavia, è un fenomeno che – alcuni studi americani lo dimostrerebbero – non influenza solo i giocatori d’azzardo ma anche giudici, e perfino arbitri sportivi. Ma è anche un po’ la stessa questione dei “numeri ritardatari” al gioco del Lotto che ha alimentato vere e proprie psicosi collettive, come accaduto per il numero 53 sulla ruota di Venezia. E oggi per la sestina milionaria del Superenalotto, inseguita ormai da oltre 3 anni.

Pertanto, se pensate che vincere al gioco d’azzardo sia anche una questione di calcolo delle probabilità o di geniali intuizioni matematiche, vi sbagliate di grosso. È solo caso.

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