Possono le parole essere più forti delle immagini?

Il ricorso al ‘visuale’ oggi è naturale e pratico. Viviamo un’epoca dove le immagini trionfano, schiacciando la comunicazione meramente verbale, in una sorta di assorbimento e prosciugamento delle parole. Anche nell’antichità gli oratori riconoscevano l’importanza della suggestione delle immagini, realizzandola però con le parole. Per Quintiliano l’oratore doveva adoperarsi perché …

Dobbiamo imparare dagli americani?

Il Corriere della Sera ha recentemente (24 giugno) segnalato come il public speaking sia l’asso nella manica anche per gli odierni maturandi. Ma dove lo apprendono? Ebbene, l’autorevole testata segnala l’esperienza di un maturando (di un liceo scientifico milanese) che se ne servirà avendolo appreso negli Stati Uniti. Un’esperienza all’estero …

A voce alta!

Scrivere è fantastico ma parlare è meglio, perché quando parli e le persone ti ascoltano ti senti come se potessi far tutto, persino conquistare il mondo Ogni anno all’Università di Saint-Denis, nella periferia nord di Parigi, si svolge Eloquentia, una gara di oratoria che premia “Il miglior oratore del 93”, …

Ma cos’è la retorica? E perché oggi è fondamentale nel public speaking?

Effettivamente, non abbiamo mai pubblicato un post su cosa sia la retorica e sul perché oggi sia fondamentale nell’oratoria moderna, ossia nel public speaking (il “parlare in pubblico”). Nel corso della storia la retorica è stata qualificata come “arte”. In realtà, in greco la parola τέχνη (téchnē), che comunemente viene …

Il codice dell’odio. I segnali non verbali dell’aggressività

Quali sono i segnali non verbali dell’aggressività? E quanto influisce il comportamento non verbale nei processi di generazione dell’odio di gruppo? Alessandro Balzerani nel bel volume “Segnali in codice – L’analisi del comportamento non verbale” (Armando Editore, 2017) analizza gli elementi fondamentali del comportamento non verbale, indici di aggressività. Intervistato …

“L’Americani so’ forti”. E allora diciamolo in inglese

La notizia è di pochi giorni fa: il neoministro del MIUR Marco Bussetti ha promesso un luminoso e tecnologico futuro per gli studenti italiani, prospettando loro la liberazione dalla schiavitù dei quaderni (evidente retaggio di un passato giurassico) grazie ai tablet. «Dobbiamo cambiare impostazione della didattica», dichiara il Ministro, «usare …