Salvini e l’uso criminale della retorica

Oggi vogliamo occuparci della comunicazione di un importante uomo politico italiano, Matteo Salvini. Chiedendoci: il suo séguito di followers è direttamente o inversamente proporzionale alle sue capacità dialettiche e retoriche? Occorre anzitutto chiedersi: quali strumenti dialettici e retorici adotta? Consapevolmente o inconsapevolmente? Possono essere subito individuate alcune figure retoriche particolarmente …

Un dizionario di retorica per raggiungere obiettivi

Il recentissimo “Dizionario di retorica. Con elementi di linguistica, fonetica, stilistica e narratologia per l’oratore quotidiano” di Gianluca Sposito effettivamente è un dizionario con oltre 200 voci specialistiche (prima parte del dizionario) organizzate in un repertorio dei possibili obiettivi dell’oratore. In sostanza, se ci si vuole togliere la curiosità di …

Perché un “distanziamento sociale” non è corretto

Mesi e mesi passati a ripetere: rispettiamo il distanziamento sociale. Norme e norme che lo impongono. Il linguaggio di tutti che si adegua. Ma si è mai concretamente riflettuto sul concetto imposto? Cos’è esattamente il “distanziamento sociale”? Il termine “distanza sociale” è utilizzato principalmente nella sociologia nordamericana degli anni ’30 …

Perché la comunicazione di De Luca piace a Naomi (e non solo)

Nei mesi della pandemia ha surclassato Conte e Salvini. Gli altri governatori, Zaia, Fontana e omologhi? Tutti ad inseguire. Perché il primo posto nella classifica dei migliori comunicatori del (drammatico) periodo è di Vincenzo De Luca, governatore della Campania. È talmente piaciuto, anche all’estero, da finire in un post di …

L’oratore del futuro? The Queen

Il discorso che la regina Elisabetta ha fatto ieri, 5 aprile 2020, ai britannici non è stato solo un discorso oggettivamente storico (poche le altre, sempre drammatiche, occasioni) ma un discorso perfetto.

Equilibrato nella struttura, nella scelta degli argomenti, nel lessico, nella sintassi e nella individuazione e resa delle figure retoriche.

L’ultima frase è un connubio intenso e tecnicamente ineccepibile di anafora ed epifora:

We will be with our friends again, we will be with our families again; we will meet again

con la ripetizione, in ritmo ternario, sia dell’iniziale “we will” che del finale “again”.

Ma tutto il discorso merita di essere ascoltato e ‘letto’, apprezzandone fluidità ed incisività.

Onore a The Queen (94 anni il prossimo 21 aprile) e al suo staff di ghostwriters: meritano tutti un plauso sincero.

A tutti gli altri pallidi oratori (soprattutto della politica italiana), che affastellano periodi dopati a mal riusciti schemi retorici, l’invito è a studiare.

https://video.sky.it/news/mondo/coronavirus-il-discorso-della-regina-elisabetta-video/v585327.vid

“La lingua del Governo sarà una lingua mite”. Analisi linguistico-retorica del discorso del Presidente Conte

Come di consueto, Retoricamente ha analizzato (dal punto di vista esclusivamente linguistico-retorico) il discorso pronunciato ieri alla Camera dei Deputati dal Presidente Giuseppe Conte. Subito un po’ di numeri: 3.892 parole complessive, distribuite in 216 frasi (composte in media da 23 parole, con picchi di 4 e 90). 1.758 parole …